Giugno 2012 Conosciamo le Tremiti attraverso SUB OLIMPIA. (Ovvero: Conosciamo SUB OLIMPIA attraverso le Tremiti)

Sabato 23 Giugno 2012 ritrovo alle 10:30 presso Autogrill Santerno Ovest.  Racca si presenta puntuale a casa mia alle 9:30, carichiamo la macchina e intanto si sintonizza su Rai Uno per sentire i tempi delle prove libere: Alonso 1.40.  Si può fare meglio... Così nonostante il traffico e la via Emilia  intasata siamo arrivati primi con 10 minuti di anticipo. Io per la prima volta nella mia vita ho allacciato le cinture posteriori, stavo aspettando solo che la torre di controllo desse l’ok per l’atterraggio e ho spento i dispositivi elettronici.

Subito dopo arriva Bati con Marcello e Michele.. hanno perso qualche minuto perché Michele ha provato ad intortare  la signorina del pagamento automatico del casello.. sostiene che il suo modo di dire arrivederci è molto sensuale e sa di ragazza seria.  Di  seguito arriva Luciano con la muta già indossata per la paura di perdere la prima immersione, poi Cannolo e Rosanna che stranamente non sono arrivati in anticipo per proporre  qualche Gadgets Sub Olimpia,  ma anzi, mi hanno telefonato alle 10:00 per sapere le info sul traffico e per ricordarmi che quest’ anno non ho ancora fatto la tessera di socio.

Accompagnati a Roberto e Rosanna si sono presentati papà Guido e Fernanda, già in tenuta sportiva. Abituati alla maratona di NEW YORK pensavano di farsi una camminata defaticante dal Casello di Imola alle Tremiti.

Dopo sono arrivati Lorenzo e Vita, Gigi e Daniela con figlio  Simone, Nicassio e  Paola.  Mi sono un po’ perso per vedere i lego di Simone, dei personaggi tratti da cartoni  animati fatti con i lego. La cosa mi stava prendendo ma era il caso di partire, quindi abbiamo rinviato l’argomento ad un cena appena giunti sull’isola. Ci siamo guardati  un po’ in giro per rintracciare Vita e Paola, che essendo molto rumorose ci costringono sempre a metterle un apposito sonaglietto marcato SubOlimpia per rintracciarle.

Mancava ovviamente anche Michele, che si era perso tra la Cassiera e la Barista.

Lucio, Giovanna il bimbo Giorgio, sapendo la velocità di Racca e per non essere da meno hanno deciso di andare avanti ed aspettarci ad un Autogrill vicino a Termoli. Era parecchio che non facevano un viaggio con noi, infatti Giovanna dopo il figlio ha appeso le pinne al chiodo.

Così siamo ripartiti, Racca sentendo i tempi di Alonso, e per la paura di aver perso il gruppo, ha fatto il cambio gomme, ed è partito talmente veloce che il Navigatore ha iniziato a segnalare le code per incidente del giorno prima.

Una volta raggiunto l’ultimo Autogrill dove ci aspettava Lucio, ci siamo rinfrescati un attimo, ed essendo molto in anticipo, ho preso un Gratta e vinci, purtroppo perdente che prontamente ho provato a rivendere al bimbo Giorgio per 5 EURO. Sebbene non ci sia riuscito, gli ho strappato 2 pile usate per 10 euro: sono un affarista.

Compattato il gruppo si parte per il traghetto.

Ovviamente io Racca e Iole abbiamo avuto anche il tempo di fare un giretto ai TRULLI di ALBEROBELLO. Ho fatto notare che forse eravamo arrivati un po’ lunghi, così siamo tornati indietro e ci siamo tutti regolarmente imbarcati alle 17:30.

Verso le 18:30 siamo arrivati alle isole. Si approda a SAN DOMINO la più grande delle tre, ma  arrivati al porto non si può non notare l’isola di  San Nicola, con la sua Bellissima fortezza e un ristorante molto carino e suggestivo sulla spiaggia. (Ristorante la Conchiglia.. ricordiamoci questo nome..)

Il personale dell’albergo ci stava già aspettando. Molto disponibili, e la struttura nonostante sia solo un 3 STELLE secondo me è molto valida. Albergo EDEN, già il nome una certezza.

Camere molto spaziose, aria condizionata, frigo bar,  ma il punto forte è sicuramente  il bellissimo terrazzo – ristorante vista mare. Solo questo vale il prezzo del soggiorno.

Se vogliamo fare una critica il BOX doccia,  grande come un  scatoletta di tonno, per lavarsi occorre entrare un pezzo alla volta e ricomporsi all’uscita.

La giornata quindi si è conclusa con  fiaccolata e cena di benvenuto con racconto da parte di uno speleologo sull’origine delle Tremiti. I primi 10 minuti sono risultati molto interessanti, ma dopo, presi anche dalla stanchezza del viaggio, io e Costagli abbiamo cominciato un po’ di riscaldamento  pre-nottata e ci siamo messi a russare a tavola.

Per ridare un po’ di vita alla serata che si stava spegnendo, Roberto e Costagli hanno deciso di approfittare e consegnare il brevetto OPEN a Michele, che ovviamente si era fermato alla RECEPTION per parlare con la Segretaria. Finiti i festeggiamenti, tutti in branda per dormire.

Io e Costagli in camera insieme, dopo il riscaldamento fatto a tavola, abbiamo iniziato il concerto notturno in assolo con grilli a coro.

Domenica 24 Giugno.

Colazione alle 7:30 e  ritrovo al Diving per prepararci alle immersioni.

Alla colazione ovviamente mancavano BATI e LUCIANO, che si era recati direttamente il DIVING alle 06:00  per preparare l’attrezzatura, sperando  anche in una immersione di prova nella vasca lavaggio mute del Diving.

Diving molto accorto, troppo accorto ai minimi particolari. Sembrava una organizzazione Tedesca:

l’angolo dei piombini, quello delle mutine,quello delle cassettine, quello delle bomboline, quello delle mascherine, quello dei giubottini, doccine a gettone e uffici rigorosamente puliti con obbligo di entrare in giacca e cravatta. Tanto precisi che si sono scordati di chiedermi il brevetto, forse anche tratti in inganno dal fascicolo rilegato presentato da Nicassio, che per essere certo ha presentato anche la tessera della COOP e di Esselunga.

Le immersioni in questo Diving rientrano nel pacchetto fino ad una certa profondità, dopo hanno brevettato il tariffario a consumo. Una immersione a 40 metri, la chiamano PUNTO 55, per gli euro che ti chiedono in più rispetto alle loro immersioni Standard: Secca di Punta Secca, Scoglio della Cernia (manco l’ombra) e Secca della Vedova (probabilmente Vedova della Cernia). Praticamente se vuoi fare qualche immersione particolare paghi come una settimana a Sharm El sheikh.

La chicca però e che ti assegnano un numero con una targhetta,  da ricordare perché lo sarai per tutta la settimana. Mi sono sentito come a scuola, stessa ansia da interrogazione,  e per ricordarmi il numero 7 pensavo continuamente al numero 8 che avevo.

Tutto sommato dovevo solo ripassare l’elenco e fermarmi al nome prima del mio (AVONI,BONETTI,BURNELLI,CAVANA,CECCARELLI,DE LUCA, GARZESI,GIORGIO!!!). Ovviamente come da copione, nonostante i miei ASTUTI accorgimenti, ho scambiato numero e attrezzatura già alla prima immersione.

Mi sono trovato configurato con l’attrezzatura di Cannolo, con 3 torce, 3 bussole, 3 Computer, 3 erogatori, 3 maschere, 3 tabelle. Per lui il 3 non è solo il numero della maglietta ma è uno stile di vita. ( il Diving, non sapendo i nostri numeri di maglietta, nell’occasione gli aveva assegnato il numero 8 il mio!!!! AVONI, BONETTI, BURNELLI… J)

Alla fine della mattina si è deciso di fare una immersione di prova, per i meno esperti, andando nell’isola accanto (GROTTA DEL FERRAIO). Nonostante le premesse, si è rilevata una delle immersioni più interessanti, dove abbiamo visto un Polpo, qualche scorfano, vacchette di mare, qualche Musdea e qualche Murena.

Nell’attesa della seconda immersione abbiamo deciso di fare un giretto all’isola di San Nicola.

Vale la pena fare un giretto in questa piccola isola, dove la fortezza si erge dominante sul porto. La maggioranza degli abitanti praticamente vive quà.

Nel tornare indietro la nostra attenzione si è soffermata su due bambini che pescavano.  Abbiamo notato che  quando recuperavano qualche pesciolino lo mettevano sulla banchina a cuocersi direttamente al sole.

Ho fatto notare che il pesce così forse non sarebbe stato buono da mangiare, non più tanto fresco, dopo una precottura sotto i raggi solari e sui massi roventi.

I bambini non hanno battuto ciglio:

“Tanto noi non lo mangiamo mica, lo vendiamo al Ristorante la Conchiglia!!” (come Baccalà essiccato???)

L’ho sempre detto che i bambini sono la bocca della verità, vai da loro e scopri anche quante volte è arrivato l’idraulico in tua assenza.

Tornati a San Domino il  pomeriggio presentava  per  tutti  gli incazzati e configurati  l’immersione a Punta secca all’isola di Caprara.

Dove ovviamente ho visto poco e il DIVING tanto accorto e preciso, ha perso metà del gruppo  alla prima immersione (la responsabilità va sempre divisa!!!).

Cannolo si è un po’ arrabbiato, visto che le sue 3 Bussole stavano dicendo che eravamo un po’ lontani dal gruppo. All’uscita sul gommone Bati ha narrato di aver visto comunque uno squalo tigre, uno martello e forse un bianco, ma non era sicuro perché genericamente gli squali si prendono paura di lui quando lo vedono e fuggono.

La giornata si è chiusa con cena e partita dell’ITALIA. E che partita..

 

Lunedì  25 Giugno.

Colazione alla solita ora (7:30)  pronti per le due immersioni previste in giornata.

Bati e Luciano come sempre erano già belli schierati e configurati alle 7:20 sul gommone.

Ci è sorto il dubbio che dormissero direttamente in muta per non perdere minuti preziosi nella vestizione.

Scoglio della Cernia e Secca della Vedova, che come detto vanno accoppiate, sempre all’Isola di Caprara.

Immersioni abbastanza comuni, almeno per noi, che dopo aver visto USTICA nel 2011, non ci è sembrato di vedere nulla di particolarmente eclatante.

Castagnole, Murene, Gronghi, Vacchette di Mare, e diversi Scorfani. Gli abitanti dell’isola sembra non siano molto interessati alla carne di qust’ultimo pesce, visto che è risultato dominante nelle nostre immersioni, mentre delle altre specie si contano gli avvistamenti su un palmo di una mano.

Per dire la verità avremmo potuto vedere anche una bellissima Aragosta, ma al segnale della Guida 1 alla volta, Costagli ha capito: DEVI VEDERE SOLO TU!. Entrato per primo, probabilmente anche approfittando del polverone tirato su, ha nascosto l’aragosta nel sotto muta.

All’uscita,  quando abbiamo chiesto spiegazioni del polverone e di quella strana protuberanza nella muta, ha dichiarato di essere un nuovo tipo di lampada di sicurezza, che si muove in autonomia per essere recuperata più velocemente all’occorrenza.

Quando è arrivata al livello dei plantari ci è sorto qualche dubbio..

 

 

Martedì 26 Giugno

Immersione più bella e interessante: La SECCA DI PUNTA SECCA.

Verso i 35 metri si arriva da una bellissima parete ricoperta di GORGONIE di vari colori, che creano un giardino fiorito incantevole. A parte le solite castagnole e qualche nudibranco non  abbiamo visto molto pesce.

Prima di risalire però in una spaccatura della roccia erano presenti diverse musdee che non sembravano intenzionate a muoversi, probabilmente terrorizzate da qualche pescatore passato in giornata. (A NOI IL PESCE PIACE MANGIARLO!! Dichiarano gli isolani!!)

L’immersione pomeridiana è stata fatta a PUNTA SECCA, secondo me nella norma, niente di eclatante.

Questa mie considerazioni saranno smentite da Bati, che ci ha chiesto se avevamo visto le CERNIE contro la Murena. Io ho risposto che qualche mese fa ho rivisto GOLDRAKE CONTRO IL GRANDE MAZINGA, forse di pari interesse e più realistico.

 

Mercoledì 27 e Giovedì 28.

Comincia la dispersione, il pacchetto da 10 immersioni sta per esaurirsi, e il nostro gruppo per motivi vari sceglie momenti diversi della giornata  per immergersi, pur rimanendo quella mattutina la più gettonata da tutto il gruppo.

PUNTA SECCA sia come PUNTA che come SECCA,  sia come SECCA DI PUNTA o PUNTA DI SECCA  o PUNTA PUNTA, SECCA SECCA è quella più ricorrente nei nostri libretti di immersione.

Probabilmente  con 5 punte si vince la teiera delle isole Tremiti.

Mercoledì sera devo ammettere però che abbiamo fatto una bellissima immersione notturna alla Secca della Vedova (della Cernia).

Sarà che l’immersione notturna ha sempre un suo fascino particolare,  la sensazione di fluttuare nello spazio. Ma a parte questo, un vero tripudio di vita: aragoste, scorfani, murene, polpi, nudibranchi, donzelle, granchi facchini della BARTOLINI.  Sotto il cappello si apre una grotta passante, una sorta d’ampia fessura che conduce nella semioscurità, bella di giorno, fantastica di notte.

Quasi al termine dell’immersione ci fermiamo ad ammirare un bellissimo POLPO bianco che cerca di mimetizzarsi tra le rocce .Sicuramente  era più di 1 Kg. Racca  ha  tirato  fuori il barbecue.

Giovedì sera partita dell’ITALIA. E’ semifinale con la GERMANIA!!  Altra grande partita che ci consente di spararci un birrino prima di dormire.

 

Venerdi 29.

Giornata di riposo, finite le immersioni decidiamo di affittare un gommone per fare il giro dell’isola. Michele dopo l’ultima immersione e 2 docce all’aperto si dilegua in camera per una 3 doccia. Gatta ci cova.. probabilmente avrà impezzato la donna delle pulizie.

Abbiamo preso  comunque un gommoncino da 15 cavalli (di cui 2 zoppi) in 5.(io, Marcello, Cannolo, la Ros e Bati), il restante del gruppo si è dileguato in spiaggia o ha affittato un secondo gommone.

Forse per 5 persone era un po’ piccolino, ma Bati lo guidava come se fosse il comandate della   COSTA CONCORDIA, con la differenza che non ha mai abbandonato il timone, neanche per fare un bagnetto sulla riva. Un vero comandante della nave non abbandona mai la guida!! Ripeteva..

Aveva preso questa cosa del capitano della nave talmente seriamente, che per farci fare un bagnetto ha prima preteso che indossassimo  i giubottini di salvataggio.

Il nostro inchino alle Tremiti fortunatamente ha avuto un esito migliore però.

 

Sabato 30.

La nostra vacanza è finita, c’è chi parte di primo mattino e chi nel primo pomeriggio.

La mattina però scatta la sorpresa che non ti aspetti:

Michele che è rimasto a vagare tutta la notte si presenta in dolce compagnia e decide quasi di non partire. Non ci crede ancora nessuno. I più maligni sostengono che sia stata una bambolina  gonfiabile che muoveva astutamente come Ventriloquo.

A parte tutto, eravamo contenti per lui se la cosa fosse andata a buon fine.

 

Il nostro viaggio quindi finisce quà, ma sono certo che ce ne saranno tanti altri.

Mi auguro che in tanti leggano questo racconto, e che in tanti si avvicinino a questo bellissimo sport. Quando ho iniziato anni fa, mi entusiasmava l’idea di quello che avrei visto  e il silenzio che si sarebbe creato in torno a me, lontano dalla confusione della vita di ogni giorno.

Un momento per staccare, un momento in cui sentire solo il tuo corpo e il tuo respiro.

Poi con il tempo, sono stato preso anche dallo spirito di famiglia che si è creato in questi anni di Sub Olimpia dove il divertimento e l’ignoranza hanno sempre regnato sovrani!!!

892

Claudio - TATO