MINISUB E JUNIOR

 

 

CORSO MINISUB

1. SCOPI E FINALITÀ DEL CORSO

Il corso si propone di trasmettere al giovane allievo capacità e conoscenze mirate all’acquisizione di un quanto più ampio patrimonio motorio e di un’equilibrata conoscenza dello sport subacqueo e dell’ambiente che lo circonda.

Al termine verrà rilasciato attestato di partecipazione

2. REQUISITI DI AMMISSIBILITÀ

• età minima 9 anni compiuti

• tesseramento FIAS .

• idoneità medica all’attività sportiva non agonistica

• consenso informato dei genitori

• colloquio preliminare per valutare la capacità mentale dell’allievo di comprendere le nozioni elementari di fisiologia e tecnica dell’immersione

• capacità di nuoto libero di circa 20 metri

3. NUMERO MINIMO DI LEZIONI

• 7 lezioni teoriche della durata di 35’ - 40’ l’una

• 8 ore minimo di lezioni pratiche in acque delimitate

• un’immersione (facoltativa) in acque libere, con buona visibilità e temperatura estiva ed alla profondità massima di 7 metri

4. PROGRAMMA TEORICO DEL CORSO

4.1. presentazione del corso agli allievi e genitori

• attività subacquea: rischi e procedure adottate per la prevenzione

• l’apnea in sicurezza - tecniche di compensazione

• l’attrezzatura base: pinne, maschera, boccaglio; indumenti protettivi,

pallone e bandiera segnasub

• l’attrezzatura ARA: cenni sull’erogatore, bombolino, GAV, assemblaggio, il profondimetro, l’orologio, tabelle

• comportamento in acqua: regole di sicurezza, segnali subacquei

• flora e fauna della 1a batimetria

Le lezioni devono avere una impostazione ludica ricreativa con coinvolgimento interattivo degli allievi; le nozioni teoriche da fornire 2

devono essere minime ed adattate al futuro minisub, con agganci alla realtà, evitando mere informazioni teoriche.

5. ESERCITAZIONI IN ACQUE DELIMITATE

1a FASE

• Tecnica della compensazione.

• Spostamenti in superficie di m 25 a corpo libero.

• Respirazione al bordo vasca: in acqua, posizione prona, faccia immersa, braccia distese, mani in presa palmare al bordo. Movimento alternato delle gambe, sollevamento capo inspirando, espirazione successiva (naso e bocca) con faccia immersa ed occhi aperti.

• Affondamento verticale, mantenendo la mano dell’istruttore, con espirazione.

• Capovolta spontanea in raccolta seguita da brevi apnee raccogliendo

uno o più oggetti sul fondo.

OBIETTIVI 1a FASE

• Libertà e coordinamento motorio

• Controllo tempi d’apnea (8” circa)

• Superamento delle sensazioni negative dell’acqua sulla faccia

• Percezione della spinta d’Archimede

• Ottimizzazione rapporto istruttore-allievo

2a FASE

• Vestizione pinne sul bordo vasca.

• Pinneggiamento in verticale, braccia in acqua, testa ben emersa (le mani produrranno un effetto stabilizzante), durata dell’esercizio da 15 a 30 secondi.

• Pinneggiamento sul dorso: testa leggermente sollevata, braccia distese

dietro il capo, mani congiunte. Pinneggiamento progressivo fino a 100 m.

• Pinneggiamento in posizione prona: percorsi di superficie in apnea (6/8

secondi), testa immersa, occhi aperti, braccia distese in avanti, mani

congiunte. Breve ventilazione iniziale, scivolamento in acqua e pinneggiamento (l’allievo deve percepire il movimento di flessione delle gambe e l’effetto evolutivo delle pinne.

• Vestizione a secco della maschera.

• Vestizione in acqua della maschera: pinneggiamento in verticale, l’allievo indosserà la maschera cercando di avere sempre la testa emersa. 3

OBIETTIVI 2a FASE

• Verifica attitudinale

• Riduzione delle contrazioni e rigidità muscolari inutili

• Miglioramento della scioltezza muscolare con l’ausilio

dell’attrezzatura base

3a FASE

• Pinneggiamento con tavola di galleggiamento: attrezzatura base indossata, posizione prona, braccia distese in avanti e poggiate sulla tavola, faccia immersa e respirazione dal boccaglio. Percorsi progressivi da 25 a 100 m.

• Nuoto pinnato a Crawl: attrezzatura base indossata, percorsi progressivi da 25 a 100 m

• Nuoto pinnato a Crawl a coppia: attrezzatura base indossata, nuotata a

coppia tenendosi per mano. Il braccio esterno effettua la bracciata in

sincronia con quello del compagno. Percorsi di m 25 con inversioni del

braccio. (variante al nuovo pinnato per rompere la monotonia ed ottimizzazione della coordinazione).

• Cenni sulla capovolta in stile: attrezzatura base indossata, raccolta oggetti diversificati sul fondo, con adeguato recupero tra un’apnea e l’altra.

Tecnica della compensazione.

• Nuoto subacqueo in apnea con attrezzatura base indossata: capovolta

in stile (boccaglio allontanato dalla bocca), brevi percorsi di nuoto subacqueo (8” circa), con braccia tenute lungo i fianchi.

• Entrata in acqua con attrezzatura base indossata: entrata in acqua dal

bordo con le gambe divaricate, una mano mantiene la maschera, l’altro

braccio viene usato per frenare l’affondamento.

OBIETTIVI 3a FASE

• Conoscenza delle reazioni del proprio corpo in immersione

• Aumento della coordinazione muscolare e respiratoria

• Divertimento

4a FASE

• Attrezzatura ARA:

• Allievo seduto sul bordo, ARA poggiato a lato, respirazione dall’erogatore.

• Allievo in acqua: in verticale, faccia immersa, maschera indossata, una 4

mano sul bordo, l’altra sull’erogatore, respirazione dallo stesso. Svuotamento del 2° stadio per espirazione e schiacciando il push.

• Vestizione ARA: seduto sul bordo, gambe in acqua, pinne indossate,

maschera al collo.

• ARA indossato: discesa in acqua per scivolamento, aiutato dall’Istruttore. GAV gonfio, erogatore in bocca, 15” di pinneggiamento verticale.

• ARA indossato: svuotamento del GAV, discesa sul fondo per affondamento, riemersione con pinneggiamento e gonfiando il GAV.

• ARA indossato: discesa sul fondo per affondamento, svuotamenti maschera.

• ARA indossato: uso del GAV sul fondo, da fermo. Gioco dell’altalena mantenendo il corpo disteso, con le pinne sempre poggiate al pavimento.

• Percorsi subacquei di m 25/50 con raccolta di oggetti sul fondo (del peso massimo di 100 g per oggetto, con un massimo di 10 oggetti).

• Percorsi subacquei di m 50 con passaggi all’interno di cerchi posti sul fondo.

• Uso in immersione di tavoletta per scrittura e macchinetta fotosub del tipo “scatta e getta”.

OBIETTIVI 4a FASE

• Discreta percezione di spazio-tempo in acqua

• Buona ventilazione con uso dell’erogatore

• Fiducia in se stessi

• Aumento della prudenza

• Divertimento

6. ESERCITAZIONI IN ACQUE LIBERE

Passeggiata subacquea alla profondità massima di 7 m, senza stress, di

circa 20’, con attenzione alla flora e fauna della prima batimetria e l’esecuzione dei seguenti semplici esercizi:

• Lettura dell’orologio e lettura del manometro

• Scambio di segnali con l’istruttore

L’allievo deve utilizzare un’adeguata protezione termica di idonea taglia.

OBIETTIVI FINALI

• Divertimento

• Prudenza

• Conoscenza di un nuovo ambiente

• Sviluppo di capacità ed abilità motorie

• Spirito di adattamento 5

• Equilibrata conoscenza dello sport acquatico

7. NORME DI ATTUAZIONE

7.1. L’organizzazione di un Corso Minisub è regolata dai titoli 7 - 8 - 9.2

del Regolamento del Centro Tecnico Nazionale.

7.2. L’organizzazione dei corsi è demandata alle Sezioni Territoriali, ai

Circoli affiliati, previo invio delle (eventuali) richieste al CTT o CTN,

secondo le modalità in vigore.

7.3. Il rilascio dell’attestato “Delfino” avviene tramite il CTN su richiesta del CTT, previo invio della relazione sullo svolgimento del corso, nella quale verrà indicata l’eventuale partecipazione di consulenti esterni e le attività da essi svolte, le eventuali problematiche rilevate ed i suggerimenti.

7.4. Il programma da svolgere è quello indicato al punto 4, il numero di lezioni può essere aumentato

7.5. Nelle attività in acque delimitate il rapporto numerico istruttore-allievo deve essere 1:2 (1 istruttore - 2 allievi); con l’aggiunta di un allievo istruttore il rapporto può diventare 1:4.

7.6. Nelle attività in acque libere ogni allievo deve essere accompagnato

da un istruttore, con l’aggiunta di un allievo istruttore o di una persona

adulta brevettata (almeno brevetto ARA) che seguirà l’allievo nelle

immersioni successive al corso.

7.7. Durante lo svolgimento del corso l’allievo deve apprendere i rischi teorici dell’apnea. Gli esercizi in apnea devono avere una durata non superiore a 7÷8”, con assoluto divieto di qualunque forma di competizione in apnea.

7.8. Le attrezzature utilizzate dagli allievi devono essere compatibili con la costituzione fisica degli allievi, con bombole aventi capacità di 5 ÷7 litri.

7.9. Non è previsto lo svolgimento di esami

7.10 La direzione del corso compete ad un Istruttore Federale ARA.

8. ANALISI DELLA DIDATTICA APPLICATA ALL’ATTIVITÀ SUBACQUEA NEI CORSI MINISUB

L’obiettivo è trasmettere contenuti motori mirati all’incremento delle

capacità funzionali di rendimento dell’organismo e dell’acquisizione di un quanto più ampio patrimonio motorio e di una equilibrata conoscenza dello sport subacqueo e dell’ambiente che lo circonda.

Il “corso” è, comunque, finalizzato ad un traguardo “premiale” consistente nell’acquisizione di un “attestato minisub”.

L’età considerata è quella scolare compresa nella fascia dai 9 ai 13 anni. Il fanciullo in questo periodo ha una capacità di apprendimento motorio 6

di tipo analitico, avendo una buona facoltà di concentrazione e comprensione.

Per questi allievi sarà abbastanza facile l’utilizzo corretto di attrezzature

che richiedono conoscenza ed autocontrollo motorio.

I bambini al di sotto di questa età (nel nostro caso) subirebbero un apprendimento non consapevole di gesti e un non appropriato uso delle attrezzature.

L’attività “minisub”, deve essere inserita in un concetto di multilateralità,

come tecnica di base specifica, il cui perfezionamento procederà nel tempo, parallelamente allo sviluppo delle capacità che determinano le attività specialistiche.

Questa didattica va intesa come potenziale conoscitivo, atto a stimolare gran parte dei processi cognitivi dell’attività motoria.

L’istruttore che opererà in questo settore dovrà fare attenzione a non intraprendere, sia concettualmente, che praticamente, premature specializzazioni nei riguardi dei propri allievi, ma avviare una continua e razionale proposta di lavoro attraverso il gioco.

Come prima accennato questa didattica va svolta nel concetto di multilateralità mirata: l’applicazione di questo principio prevede lo sviluppo di quante più capacità ed abilità motorie in un contesto di sport affini: nuoto di superficie, nuoto pinnato, nuoto subacqueo, pallanuoto, tuffi, ecc.

Il programma proposto si inserisce nel gruppo di sport di coordinazione a mappa elastica (Bernestein) cioè uno sport di situazione. Infatti il bambino, anche in situazioni molto semplici come il raccogliere un oggetto dal fondo della piscina, dovrà acquisire delle capacità di adattamento per raggiungere l’obiettivo.

Imparare ad adattare il movimento alle situazioni diverse, che presenterà l’ambiente di volta in volta, sarà lo scopo principale dell’esercitazione.

L’eccezionalità pedagogica del programma è che gli apprendimenti già

acquisiti dal bambino dovranno essere trasformati per costruirne dei nuovi che si adattino alle situazioni.

 

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c/o Piscina dello Stadio (C. Longo), Via Andrea Costa, 174, 40134 Bologna e.mail: postmaster@subolimpia.it