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MINISUB E JUNIOR
CORSO MINISUB
1. SCOPI E FINALITÀ DEL CORSO
Il corso si propone di
trasmettere al giovane allievo capacità e conoscenze mirate all’acquisizione di
un quanto più ampio patrimonio motorio e di un’equilibrata conoscenza dello
sport subacqueo e dell’ambiente che lo circonda.
Al termine verrà rilasciato
attestato di partecipazione
2. REQUISITI DI AMMISSIBILITÀ
• età minima 9 anni compiuti
• tesseramento FIAS .
• idoneità medica all’attività
sportiva non agonistica
• consenso informato dei
genitori
• colloquio preliminare per
valutare la capacità mentale dell’allievo di comprendere le nozioni elementari
di fisiologia e tecnica dell’immersione
• capacità di nuoto libero di
circa
3. NUMERO MINIMO DI LEZIONI
• 7 lezioni teoriche della
durata di
• 8 ore minimo di lezioni
pratiche in acque delimitate
• un’immersione (facoltativa) in
acque libere, con buona visibilità e temperatura estiva ed alla profondità
massima di
4. PROGRAMMA TEORICO DEL CORSO
4.1. presentazione del corso
agli allievi e genitori
• attività subacquea: rischi e
procedure adottate per la prevenzione
• l’apnea in sicurezza -
tecniche di compensazione
• l’attrezzatura base: pinne,
maschera, boccaglio; indumenti protettivi,
pallone e bandiera segnasub
• l’attrezzatura ARA: cenni
sull’erogatore, bombolino, GAV, assemblaggio, il profondimetro, l’orologio,
tabelle
• comportamento in acqua: regole
di sicurezza, segnali subacquei
• flora e fauna della 1a
batimetria
Le lezioni devono avere una
impostazione ludica ricreativa con coinvolgimento interattivo degli allievi; le
nozioni teoriche da fornire
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devono essere minime ed adattate al futuro minisub, con agganci alla
realtà, evitando mere informazioni teoriche.
5. ESERCITAZIONI IN ACQUE
DELIMITATE
1a
FASE
• Tecnica della compensazione.
• Spostamenti in superficie di m
• Respirazione al bordo vasca:
in acqua, posizione prona, faccia immersa, braccia distese, mani in presa
palmare al bordo. Movimento alternato delle gambe, sollevamento capo inspirando,
espirazione successiva (naso e bocca) con faccia immersa ed occhi aperti.
• Affondamento verticale,
mantenendo la mano dell’istruttore, con espirazione.
• Capovolta spontanea in
raccolta seguita da brevi apnee raccogliendo
uno o più oggetti sul fondo.
OBIETTIVI 1a
FASE
• Libertà e coordinamento
motorio
• Controllo tempi d’apnea (
• Superamento delle sensazioni
negative dell’acqua sulla faccia
• Percezione della spinta
d’Archimede
• Ottimizzazione rapporto
istruttore-allievo
2a
FASE
• Vestizione pinne sul bordo
vasca.
• Pinneggiamento in verticale,
braccia in acqua, testa ben emersa (le mani produrranno un effetto
stabilizzante), durata dell’esercizio da
• Pinneggiamento sul dorso:
testa leggermente sollevata, braccia distese
dietro il capo, mani congiunte.
Pinneggiamento progressivo fino a
• Pinneggiamento in posizione
prona: percorsi di superficie in apnea (6/8
secondi), testa immersa, occhi
aperti, braccia distese in avanti, mani
congiunte. Breve ventilazione
iniziale, scivolamento in acqua e pinneggiamento (l’allievo deve percepire il
movimento di flessione delle gambe e l’effetto evolutivo delle pinne.
• Vestizione a secco della
maschera.
• Vestizione in acqua della
maschera: pinneggiamento in verticale, l’allievo indosserà la maschera cercando
di avere sempre la testa emersa.
3
OBIETTIVI 2a FASE
• Verifica attitudinale
• Riduzione delle contrazioni e
rigidità muscolari inutili
• Miglioramento della scioltezza
muscolare con l’ausilio
dell’attrezzatura base
3a
FASE
• Pinneggiamento con tavola di
galleggiamento: attrezzatura base indossata, posizione prona, braccia distese in
avanti e poggiate sulla tavola, faccia immersa e respirazione dal boccaglio.
Percorsi progressivi da
• Nuoto pinnato a Crawl:
attrezzatura base indossata, percorsi progressivi da
• Nuoto pinnato a Crawl a
coppia: attrezzatura base indossata, nuotata a
coppia tenendosi per mano. Il
braccio esterno effettua la bracciata in
sincronia con quello del
compagno. Percorsi di m 25 con inversioni del
braccio. (variante al nuovo
pinnato per rompere la monotonia ed ottimizzazione della coordinazione).
• Cenni sulla capovolta in
stile: attrezzatura base indossata, raccolta oggetti diversificati sul fondo,
con adeguato recupero tra un’apnea e l’altra.
Tecnica della compensazione.
• Nuoto subacqueo in apnea con
attrezzatura base indossata: capovolta
in stile (boccaglio allontanato
dalla bocca), brevi percorsi di nuoto subacqueo (
• Entrata in acqua con
attrezzatura base indossata: entrata in acqua dal
bordo con le gambe divaricate,
una mano mantiene la maschera, l’altro
braccio viene usato per frenare
l’affondamento.
OBIETTIVI 3a
FASE
• Conoscenza delle reazioni del
proprio corpo in immersione
• Aumento della coordinazione
muscolare e respiratoria
• Divertimento
4a
FASE
• Attrezzatura ARA:
• Allievo seduto sul bordo, ARA
poggiato a lato, respirazione dall’erogatore.
• Allievo in acqua: in
verticale, faccia immersa, maschera indossata, una
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mano sul bordo, l’altra sull’erogatore, respirazione dallo stesso.
Svuotamento del 2° stadio per espirazione e schiacciando il push.
• Vestizione ARA: seduto sul
bordo, gambe in acqua, pinne indossate,
maschera al collo.
• ARA indossato: discesa in
acqua per scivolamento, aiutato dall’Istruttore. GAV gonfio, erogatore in bocca,
• ARA indossato: svuotamento del
GAV, discesa sul fondo per affondamento, riemersione con pinneggiamento e
gonfiando il GAV.
• ARA indossato: discesa sul
fondo per affondamento, svuotamenti maschera.
• ARA indossato: uso del GAV sul
fondo, da fermo. Gioco dell’altalena mantenendo il corpo disteso, con le pinne
sempre poggiate al pavimento.
• Percorsi subacquei di m 25/50
con raccolta di oggetti sul fondo (del peso massimo di
• Percorsi subacquei di m 50 con
passaggi all’interno di cerchi posti sul fondo.
• Uso in immersione di tavoletta
per scrittura e macchinetta fotosub del tipo “scatta e getta”.
OBIETTIVI 4a
FASE
• Discreta percezione di
spazio-tempo in acqua
• Buona ventilazione con uso
dell’erogatore
• Fiducia in se stessi
• Aumento della prudenza
• Divertimento
6. ESERCITAZIONI IN ACQUE
LIBERE
Passeggiata subacquea alla
profondità massima di
circa
• Lettura dell’orologio e
lettura del manometro
• Scambio di segnali con
l’istruttore
L’allievo deve utilizzare
un’adeguata protezione termica di idonea taglia.
OBIETTIVI FINALI
• Divertimento
• Prudenza
• Conoscenza di un nuovo
ambiente
• Sviluppo di capacità ed
abilità motorie
• Spirito di adattamento
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• Equilibrata conoscenza dello sport acquatico
7. NORME DI ATTUAZIONE
7.1. L’organizzazione di un
Corso Minisub è regolata dai titoli 7 - 8 - 9.2
del Regolamento del Centro
Tecnico Nazionale.
7.2. L’organizzazione dei corsi
è demandata alle Sezioni Territoriali, ai
Circoli affiliati, previo invio
delle (eventuali) richieste al CTT o CTN,
secondo le modalità in vigore.
7.3. Il rilascio dell’attestato
“Delfino” avviene tramite il CTN su richiesta del CTT, previo invio della
relazione sullo svolgimento del corso, nella quale verrà indicata l’eventuale
partecipazione di consulenti esterni e le attività da essi svolte, le eventuali
problematiche rilevate ed i suggerimenti.
7.4. Il programma da svolgere è
quello indicato al punto 4, il numero di lezioni può essere aumentato
7.5. Nelle attività in acque
delimitate il rapporto numerico istruttore-allievo deve essere 1:2 (1 istruttore
- 2 allievi); con l’aggiunta di un allievo istruttore il rapporto può diventare
1:4.
7.6. Nelle attività in acque
libere ogni allievo deve essere accompagnato
da un istruttore, con l’aggiunta
di un allievo istruttore o di una persona
adulta brevettata (almeno
brevetto ARA) che seguirà l’allievo nelle
immersioni successive al corso.
7.7. Durante lo svolgimento del
corso l’allievo deve apprendere i rischi teorici dell’apnea. Gli esercizi in
apnea devono avere una durata non superiore a 7÷8”, con assoluto divieto di
qualunque forma di competizione in apnea.
7.8. Le attrezzature utilizzate
dagli allievi devono essere compatibili con la costituzione fisica degli
allievi, con bombole aventi capacità di 5 ÷7 litri.
7.9. Non è previsto lo
svolgimento di esami
7.10 La direzione del corso
compete ad un Istruttore Federale ARA.
8. ANALISI DELLA DIDATTICA
APPLICATA ALL’ATTIVITÀ SUBACQUEA NEI CORSI MINISUB
L’obiettivo è trasmettere
contenuti motori mirati all’incremento delle
capacità funzionali di
rendimento dell’organismo
e dell’acquisizione di un quanto più ampio patrimonio motorio e di una
equilibrata conoscenza dello sport subacqueo e dell’ambiente che lo circonda.
Il “corso” è, comunque,
finalizzato ad un traguardo “premiale” consistente nell’acquisizione di un
“attestato minisub”.
L’età considerata è quella
scolare compresa nella fascia dai 9 ai 13 anni. Il fanciullo in questo periodo
ha una capacità di apprendimento motorio
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di tipo analitico, avendo una buona facoltà di concentrazione e
comprensione.
Per questi allievi sarà
abbastanza facile l’utilizzo corretto di attrezzature
che richiedono conoscenza ed
autocontrollo motorio.
I bambini al di sotto di questa
età (nel nostro caso) subirebbero un apprendimento non consapevole di gesti e un
non appropriato uso delle attrezzature.
L’attività “minisub”, deve
essere inserita in un concetto di multilateralità,
come tecnica di base specifica,
il cui perfezionamento procederà nel tempo, parallelamente allo sviluppo delle
capacità che determinano le attività specialistiche.
Questa didattica va intesa come
potenziale conoscitivo, atto a stimolare gran parte dei processi cognitivi
dell’attività motoria.
L’istruttore che opererà in
questo settore dovrà fare attenzione a non intraprendere, sia concettualmente,
che praticamente, premature specializzazioni nei riguardi dei propri allievi, ma
avviare una continua e razionale proposta di lavoro attraverso il gioco.
Come prima accennato questa
didattica va svolta nel concetto di multilateralità mirata: l’applicazione di
questo principio prevede lo sviluppo di quante più capacità ed abilità motorie
in un contesto di sport affini: nuoto di superficie, nuoto pinnato, nuoto
subacqueo, pallanuoto, tuffi, ecc.
Il programma proposto si
inserisce nel gruppo di sport di coordinazione a mappa elastica (Bernestein)
cioè uno sport di situazione. Infatti il bambino, anche in situazioni molto
semplici come il raccogliere un oggetto dal fondo della piscina, dovrà acquisire
delle capacità di adattamento per raggiungere l’obiettivo.
Imparare ad adattare il
movimento alle situazioni diverse, che presenterà l’ambiente di volta in volta,
sarà lo scopo principale dell’esercitazione.
L’eccezionalità pedagogica del
programma è che gli apprendimenti già acquisiti dal bambino dovranno essere trasformati per costruirne dei nuovi che si adattino alle situazioni.
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c/o Piscina dello Stadio (C. Longo), Via Andrea Costa, 174, 40134 Bologna
e.mail: postmaster@subolimpia.it |
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